Molto più di una pasta: il design dietro Barilla x Formula 1
- Andrea Sala
- 27 giu
- Tempo di lettura: 7 min

Non tutte le collaborazioni tra grandi marchi riescono a lasciare il segno. Molte nascono per attirare l'attenzione, condividono lo stesso spazio pubblicitario per qualche settimana e finiscono rapidamente nel dimenticatoio. Altre, invece, riescono a costruire un racconto credibile, in cui ogni elemento contribuisce a rafforzare l'identità dei brand coinvolti.
La collaborazione tra Barilla e Formula 1 appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. In occasione della partnership che vede l'azienda parmense ricoprire il ruolo di Official Pasta Partner della Formula 1, è stata presentata Racing Wheels, una pasta in edizione limitata ispirata alle ruote delle monoposto.
A rendere davvero interessante questo progetto non è tanto il nuovo formato di pasta, quanto il modo in cui ogni elemento – dalla forma al packaging, fino al trattamento del logo – è stato progettato per raccontare un'unica storia. È proprio questa coerenza a trasformare una semplice collaborazione commerciale in un interessante caso di branding.
Una collaborazione che nasce da valori condivisi
A prima vista, l'incontro tra Barilla e Formula 1 potrebbe sembrare insolito. Da una parte uno dei marchi simbolo della tradizione alimentare italiana, dall'altra il campionato automobilistico più tecnologico e competitivo al mondo. Eppure, osservando più da vicino, emerge un legame molto più profondo di quanto si possa immaginare.
Barilla è da sempre sinonimo di convivialità, famiglia e qualità. È uno di quei brand che, nel corso degli anni, è riuscito a costruire un'identità così solida da essere riconosciuto in ogni parte del mondo, diventando ambasciatore del Made in Italy ben oltre il settore alimentare.
Anche il rapporto con la Formula 1 non nasce per caso. Paolo Barilla, vicepresidente del Gruppo Barilla, è stato pilota di Formula 1 e vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1985. Il motorsport, quindi, fa parte della storia dell'azienda e contribuisce a rendere questa partnership autentica prima ancora che strategica.

Ma l'aspetto che trovo più interessante riguarda il modo in cui Barilla ha costruito la propria narrazione. Per moltissimi italiani la domenica ha sempre seguito un rituale ben preciso: il pranzo in famiglia e, subito dopo, il Gran Premio davanti alla televisione. Due momenti apparentemente indipendenti che, nella memoria collettiva, convivono da decenni.
È interessante osservare come Barilla non abbia cercato di adattarsi al linguaggio della Formula 1, ma abbia costruito un punto d'incontro tra due mondi che, in fondo, condividono gli stessi valori: passione, tradizione, eccellenza e attenzione ai dettagli. È proprio questa ricerca di un terreno comune a rendere la collaborazione credibile.
Racing Wheels: quando il product design racconta una storia
Il vero protagonista di questa collaborazione è il nuovo formato Racing Wheels, una pasta in edizione limitata che prende ispirazione dalle ruote delle monoposto di Formula 1. Il riferimento visivo è immediato: la forma richiama il cerchione e i raggi di una vettura da gara, creando un collegamento che chiunque può riconoscere al primo sguardo.
Ciò che rende interessante questo progetto, però, è il fatto che il design non si sia fermato all'estetica. La forma è stata studiata per offrire un reale valore funzionale: le scanalature permettono di trattenere meglio il condimento, mentre lo spessore e la struttura della pasta sono stati progettati per garantire una consistenza ottimale durante la cottura.

È un dettaglio che può sembrare secondario, ma racconta perfettamente la differenza tra un'idea creativa e un progetto di design. Nel primo caso la forma serve soltanto a stupire; nel secondo, invece, diventa parte integrante dell'esperienza d'uso.
È proprio questo approccio che rende Racing Wheels un interessante esempio di product design. L'ispirazione al mondo della Formula 1 non è un semplice esercizio di stile, ma un elemento che dialoga con la funzionalità del prodotto, dimostrando come estetica e prestazioni possano convivere all'interno dello stesso progetto.
Quando il design riesce a raccontare una storia senza rinunciare alla funzione, smette di essere un semplice elemento decorativo e diventa uno strumento capace di creare valore. Ed è probabilmente questa la qualità che rende questo formato di pasta molto più di una semplice edizione limitata.
Un packaging che comunica ancora prima del prodotto
Se il formato della pasta rappresenta il cuore del progetto, il packaging è probabilmente l'elemento che meglio racconta il lavoro svolto dal punto di vista grafico. È qui che la collaborazione tra Barilla e Formula 1 trova la sua espressione più completa, riuscendo a fondere due identità fortissime senza sacrificare la riconoscibilità di nessuna delle due.
La confezione mantiene tutti gli elementi distintivi del brand Barilla, ma li reinterpreta attraverso il linguaggio visivo del motorsport. Le linee diagonali, le curve e le traiettorie attraversano il layout trasmettendo immediatamente una sensazione di movimento, quasi a voler suggerire la velocità delle monoposto ancora prima di osservare il prodotto.
Quello che colpisce è l'equilibrio con cui questi elementi vengono utilizzati. Non c'è mai la sensazione di trovarsi davanti a una grafica eccessiva o "urlata". Al contrario, ogni scelta sembra studiata per accompagnare lo sguardo e rafforzare il messaggio senza compromettere la pulizia che da sempre caratterizza l'identità visiva di Barilla.
Tra i dettagli che ho apprezzato maggiormente c'è il modo in cui è stato reinterpretato il tempo di cottura. Invece di limitarlo a una semplice indicazione tecnica, i designer lo hanno inserito all'interno di un cronometro da gara, trasformando un'informazione funzionale in un elemento narrativo perfettamente coerente con il concept. È uno di quei particolari che molti consumatori probabilmente noteranno solo inconsciamente, ma che contribuisce a rendere l'intero progetto molto più credibile.

È proprio questo il valore del buon packaging design. Una confezione non dovrebbe limitarsi a proteggere un prodotto o a renderlo riconoscibile sullo scaffale: dovrebbe iniziare a raccontarne la storia ancora prima che venga aperta. In questo caso, Barilla ci riesce con grande naturalezza, costruendo un sistema grafico in cui ogni dettaglio dialoga con gli altri e contribuisce a rafforzare l'identità della collaborazione.
Quando branding, packaging e storytelling vengono progettati come un unico sistema, il risultato non è soltanto una bella confezione, ma un'esperienza visiva capace di aumentare il valore percepito del prodotto.
Un piccolo intervento, un grande risultato
Tra gli elementi che raccontano meglio la qualità di questo progetto c'è anche il trattamento riservato al logo Barilla. A un primo sguardo potrebbe sembrare rimasto invariato, ma osservandolo con maggiore attenzione si nota come la scritta fuoriesca leggermente dall'iconico ovale blu, creando un effetto di movimento che richiama immediatamente il mondo della Formula 1.

È un intervento estremamente discreto, e forse è proprio questo il suo punto di forza.
Nel branding si tende spesso a pensare che innovare significhi cambiare radicalmente. In realtà, i progetti più riusciti dimostrano il contrario: quando un marchio possiede già una forte identità, non serve reinventarlo. Basta comprenderne il linguaggio e trovare il modo di adattarlo al nuovo contesto senza comprometterne la riconoscibilità.
In questo caso il logo continua a essere immediatamente identificabile come Barilla, ma acquisisce una nuova energia. Quel piccolo movimento della scritta è sufficiente a suggerire velocità e dinamismo, senza perdere eleganza né snaturare un marchio che da decenni rappresenta uno dei simboli del Made in Italy.
È una scelta progettuale che apprezzo particolarmente perché dimostra quanto siano spesso i dettagli a fare la differenza. Molti consumatori probabilmente non si accorgeranno nemmeno della modifica in modo consapevole, ma ne percepiranno comunque l'effetto. Ed è proprio questo uno degli obiettivi del buon graphic design: comunicare attraverso piccoli accorgimenti che lavorano quasi in modo invisibile, rafforzando il messaggio senza mai sovrastarlo.
Dal circuito agli scaffali: un lancio costruito come un'esperienza
Per il debutto delle Racing Wheels, Barilla non ha scelto una semplice presentazione alla stampa o una classica campagna pubblicitaria. Ha deciso invece di lanciare il nuovo formato nel luogo più coerente possibile: il Gran Premio di Miami, uno degli appuntamenti più spettacolari e internazionali del calendario di Formula 1.
All'interno del circuito sono stati allestiti due Barilla Lasagna Bar, dove il pubblico ha potuto assaporare alcuni dei piatti più rappresentativi della tradizione italiana, dalle classiche lasagne alle varianti ricotta e spinaci, fino alle nuove Racing Wheels e alla linea premium Al Bronzo. Il prodotto è diventato così parte integrante dell'esperienza vissuta dagli spettatori, trasformando una semplice degustazione in un momento di contatto diretto con il brand.

È una scelta che racconta molto bene il modo in cui oggi viene concepito il marketing. Sempre più spesso non è il prodotto a essere protagonista, ma l'esperienza che viene costruita attorno ad esso. In questo caso, Barilla ha saputo portare la propria identità all'interno di uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo senza forzature, facendo incontrare due universi che condividono valori come passione, tradizione, eccellenza e ricerca della qualità.
Dopo il debutto negli Stati Uniti, le Racing Wheels arriveranno anche in Italia, permettendo agli appassionati di vivere questa collaborazione anche fuori dai circuiti. Una scelta che conferma come il progetto non sia stato pensato esclusivamente per il mercato americano, ma come un'iniziativa internazionale destinata a rafforzare ulteriormente il posizionamento di Barilla come marchio capace di innovare senza perdere il legame con la propria storia.
Quando il design crea connessioni
Ciò che rende questo progetto particolarmente interessante non è soltanto la collaborazione tra due marchi iconici, ma il modo in cui ogni elemento è stato pensato per raccontare la stessa storia. La Formula 1 non compare semplicemente sulla confezione: diventa parte del prodotto, ispira il packaging, influenza il trattamento del logo e guida l'intera comunicazione.
È questo che distingue una collaborazione costruita con metodo da una semplice operazione di marketing. Ogni scelta progettuale nasce da un'idea precisa e contribuisce a rafforzare il messaggio, creando un'identità coerente che accompagna il consumatore dal primo sguardo fino all'esperienza del prodotto.
Da graphic designer trovo questo progetto particolarmente interessante perché dimostra quanto il design possa incidere sulla percezione di un brand. Spesso si tende a considerarlo un elemento puramente estetico, quando in realtà è uno degli strumenti più efficaci per comunicare valori, costruire fiducia e differenziare un prodotto all'interno di un mercato sempre più competitivo.
Le Racing Wheels ne sono un esempio concreto. Dietro un semplice formato di pasta si nasconde un progetto in cui branding, product design, packaging e storytelling lavorano insieme con un unico obiettivo: creare un'esperienza coerente e memorabile. Il risultato non è soltanto un prodotto in edizione limitata, ma un caso di studio che dimostra come il design possa trasformare un'idea in un racconto capace di emozionare e rimanere impresso nella memoria delle persone.

Ed è forse questa la lezione più interessante che lascia la collaborazione tra Barilla e Formula 1. Quando il design è guidato da una visione chiara e ogni dettaglio viene progettato con intenzione, anche due mondi apparentemente lontani possono trovare un linguaggio comune. Non perché condividano lo stesso settore, ma perché condividono gli stessi valori: qualità, innovazione, attenzione ai dettagli e la volontà di offrire un'esperienza capace di andare oltre il prodotto stesso.
In fondo, è proprio questo il compito del buon design: non limitarsi a rendere qualcosa più bello, ma renderlo riconoscibile, significativo e, soprattutto, memorabile.




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